Secondo quanto tramanda la tradizione, nel 1089 due pellegrini di Montpellier diretti in Terrasanta sostarono a Bolsena per onorare la tomba di Santa Cristina; durante la notte trafugarono alcune ossa della Santa, e poi ripresero il viaggio. Più tardi i pellegrini giunsero a Sepino, dove il loro furto venne scoperto. Così le reliquie rimasero in paese, e la Santa ne divenne patrona; un secolo più tardi le ossa - tranne un braccio - vennero traslate a Palermo. La ricorrenza della Santa è il 24 luglio, ma la festa si svolge a gennaio. Al pomeriggio del 9 le autorità si recano in chiesa, portando un cero a cui è legato un rametto d'olivo, e accompagnano le verginelle, bambine vestite di bianco e ornate di monili. Il sindaco offre alla Santa tre doni simbolici, gli stessi dei re Magi: oro, incenso e mirra. Alla sera suonano lungamente le campane. Il giorno seguente i fedeli affollano la chiesa per confessarsi e per assumere l'eucarestia, condizione necessaria per ottenere l'indulgenza parziale concessa nel 1737 dal papa Clemente XII a coloro che si fossero comunicati in quella chiesa e in quella circostanza.
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