Le civette sono usate da secoli come ausilio venatorio, soprattutto per la caccia alle allodole. Il 29 settembre, ricorrenza tradizionale di San Michele (patrono del paese e titolare della chiesa), da tempo immemorabile si svolge una sagra dedicata alla civetta. La data corrisponde con il passo degli uccelli migratori, e un tempo veniva festeggiata con solennita' specialmente in Toscana e Romagna, da chi doveva vivere cacciando. Ma la sagra di Crespina ha resistito al tempo, fino a dare una particolare impronta di se a tutto il paese. L'unica piazza si chiama "delle Civette"; ed esiste anche un monumento dedicato al volatile ad opera della sculture Angelo Biancini di Castelvolognese: e' costitutito da un basamento di tufo, dal quale si ergono rami di bronzo con appollaiate in atteggiamento da caccia quattro civette. Particolare curioso: e' l'unico monumento al mondo... sul quale gli uccelli non si posano. Oggi la civetta e' una specie protetta. Dal 1966 opera a Crespina un centro di addestramento di questi volatili. Durante la fiera di settembre, gli allevatori si riuniscono ed esibiscono le loro civette: legati per una zampa alle loro grucce, i volatili devono dar prova della lora abilita', e un'apposita giuria valuta l'esibizione e primia la migliore prova: alla fine avviene la compravendita degli uccelli. Ma la festa non e'finita: la sera stessa viene eletta fra le ragazze del paese una Miss Civetta, la piu' bella e corteggiata. Come e'noto, infatti, sono "civette" le donne che incantano gli uomini come fanno questi uccelli con le allodole.
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