
A contribuire alla “costruzione” dell’Italia, dopo l’Unità, ci ha pensato anche Pellegrino Artusi con il fortunato volume “La Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. Già, perché il cibo ha una grande tradizione nel nostro Paese e viaggiare è un’occasione imperdibile per andare alla scoperta di prodotti e ricette tipiche. A
Brescia ancora per pochi giorni si svolge “Ars gustandi”. Acquistando fino al 4 dicembre dolci tipici o degustando menu e aperitivi a base di prodotti enogastronomici bresciani, in uno degli oltre 40 esercizi partecipanti all’iniziativa, si riceve l’esclusivo omaggio artistico della rassegna. Un simpatico ricordo di una cucina rispettosa delle tradizioni, ma capace di innovarsi tra minestre e paste fatte in casa, specialità a base di pesce proveniente dai laghi di Garda, Iseo e Idro, selvaggina e formaggi di montagna, con gli eccellenti vini di Franciacorta. A
Milano da quest’anno Navigli lombardi e

Consorzio dei comuni dei Navigli hanno promosso la rassegna “Navigli golosi” per far apprezzare la cucina milanese e lombarda e i prodotti delle aziende agricole e lattiero-casearie che operano intorno al Naviglio Grande, al Naviglio Pavese e a quello della Martesana. Ristoranti e trattorie propongono, fino al 7 dicembre, a un prezzo convenzionato piatti tipici, che ricordano i sapori di un tempo, come “cassoeula”, a base di verze e maiale. Bolliti e “bagna cauda” sono piatti forti in Piemonte e in particolare ad
Alessandria si affiancano ad altre specialità a base di pregiato tartufo e funghi, formaggi e salumi e una “piccola pasticceria” di irresistibili golosità, ai quali abbinare i vini di una zona vocata come il Monferrato: rossi, bianchi, aromatici e passiti di grande qualità ed anche grappe distillate secondo antiche tradizioni. La mozzarella di bufala, da sola o con altri ingredienti, è la regina di diversi piatti in Campania ed è protagonista di sagre in provincia di
Caserta. Qui si possono degustare anche asparagi di montagna, pasta e fagioli, rane fritte innaffiati dal locale vino Asprino (foto: archivio Bresciatourism).