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Arte e Storia
il 30/06/2010 / Comunicato stampa
http://www.studioesseci.net/
Il titolo della mostra “Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel”, in corso ad
Aosta al museo archeologico regionale fino all’1 novembre 2010, si rifà a quello del celebre romanzo storico con cui Maria Bellonci vinse lo Strega nel 1986. Non a caso: questa esposizione fa rivivere il gusto per gli
oggetti rari e privati che permeò la corte e la dinastia dei principi d’Este tra Ferrara e Modena, prima tra tutti Isabella d’Este, che del volume della Bellonci è la protagonista raccontando di sé e delle Corti di Mantova e di Ferrara. Tutte le opere arrivano dalla Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena. E’ in quella città, infatti, che gli Este condussero la corte dopo che la prima loro capitale, Ferrara, rientrò sotto la giurisdizione diretta del Papato. L’esposizione rievoca
l’atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato alla delizia del principe. L’amore per l’Antico che contraddistinse l’umanesimo di Leonello d’Este, la magnificenza di Borso, le passioni antiquarie di Alfonso I e dei cardinali Ippolito I e Ippolito II sono esemplificate in mostra da alcuni preziosi oggetti, come un rilievo marmoreo con scena bacchica o un enigmatico bassorilievo con lo Zodiaco. Le ricche
raccolte numismatiche sono ben rappresentate dal nucleo di 116 monete d’oro e oltre 500 gemme, finora mai presentate al pubblico, rievocano un nucleo centrale delle Antichità estensi. Per informazioni: tel. 0165.275902 e www.regione.vda.it (nella foto, Lelio Orsi, Scene di diluvio mitologico con cavalli marini, affresco).