Nell’ormai immenso elenco di mostre dedicate al futurismo quella dedicata a “Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste” proposta dalla Wolfsoniana a
Genova fino all’11 aprile 2010, si concentra sulla presenza della persuasione pubblicitaria e politica all’interno della produzione ceramica e grafica futuriste degli anni Venti e Trenta. Sempre nel filone della
ricerca sulle arti applicate propria del museo genovese, dal prossimo febbraio la mostra sarà affiancata da una seconda esposizione dedicata alla produzione dell’argentiere Arrigo Finzi e, in particolare, al nucleo contrassegnato dal marchio “Sant’Elia”. La straordinaria stagione della ceramica e della grafica futuriste è analizzata mettendo in rilievo come, attraverso le sue peculiari e innovative sperimentazioni linguistiche e iconografiche, queste specifiche ricerche contribuirono alla diffusione di
messaggi pubblicitari e alla celebrazione di quei motivi propagandistici che, peraltro, la retorica del regime elaborò in parte attraverso gli stessi modelli poetici del movimento futurista. L’esposizione rappresenta anche un momento di riflessione sulle dinamiche espressive di quella sottile linea di demarcazione che separa la persuasione pubblicitaria e la
propaganda politica, a cui i principali esponenti del movimento adattarono i temi precipui della loro originaria poetica: il culto della velocità e della modernità, dell’aggressività e della guerra, l’idolatria della macchina, l’ideale di un uomo nuovo, sportivo e ardimentoso. Non a caso la mostra si svolge a Genova. La Liguria giocò, infatti, un ruolo di primo piano nell’avventura della ceramica futurista soprattutto con la produzione della Casa Giuseppe Mazzotti di Albisola, diretta dal celebre Tullio che nel 1938 firmò con Marinetti il manifesto Ceramica e aeropittura. Tel. 010.3231329 e www.wolfsoniana.it (nella foto, Ugo Carà, Amaro Cora, bozzetto pubblicitario).