Un’altra “chicca” si aggiunge al Museo Archeologico di
Napoli: il riallestimento della Collezione Farnese. Dopo l’apertura della collezione di pittura pompeiana e la risistemazione delle sculture provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, il museo offre la possibilità di ammirare, fino al 12 dicembre, i capolavori di una delle maggiori raccolte storiche di sculture antiche del mondo nella sale che si dispongono attorno al quadriportico orientale e che sono state predisposte appositamente secondo il progetto di Pietro Giovanni Guzzo, Valeria Sampaolo e Carlo Gasparri. Iniziata da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (1543-1549), la Collezione si è
formata nel Rinascimento ed è rimasta sostanzialmente intatta. Dapprima destinata ad abbellire il nascente Palazzo Farnese, la raccolta, estintosi il casato farnesiano, passò ai Borbone di Napoli diventando parte del patrimonio artistico della famiglia regnante. Costituita da quasi cinquecento tra sculture ed iscrizioni, la Collezione si propone, da un lato, come l’orgogliosa affermazione del
potere dinastico familiare espressa attraverso la riproposta di colossali emblemi della religione e della storia antica (gigantesche immagini di Ercole, di imperatori, di divinità); dall’altro invece, con i ritratti di uomini illustri, i rilievi ed i sarcofagi con temi mitologici, le epigrafi, come espressione di una ormai matura
scienza antiquaria, che nella lettura dei testi iscritti, delle fonti letterarie, nella interpretazione delle scene figurate andava ricostruendo la cultura del passato. Il riordino espositivo risponde al criterio di valorizzare le opere mediante la ricomposizione, dove possibile, dei contesti di provenienza e di ricostruire il contesto collezionistico e il momento formativo della Collezione stessa. Tel. 848800288. Afrodite Callipige, foto di Luigi Spina.