La lavorazioni delle pietre dure e dell’onice in Toscana è molto sviluppata fin dall’epoca passata. Nella zona meridionale del territorio di
Montaione (FI), nei dintorni della frazione di Iano, fratture nei banchi di travertino riportano filoni di una varietà di alabastro calcareo, che per i suoi colori e la sua struttura, di solito nelle
sfumature del bianco, del bruno, del grigio e del marrone - è comunemente definita alabastro-onice. Le caratteristiche strutturali più evidenti richiamano, infatti, il vero e proprio onice, una varietà di calcedonio, dalle caratteristiche striature bianche e nere. Nel caso specifico, si tratta però di semplice carbonato di calcio che ha subito un processo di ricristallizzazione, colmando le fessure verticali del travertino originario. L'alabastro onice non va confuso con l'alabastro gessoso di Volterra, meno prezioso. L'attività estrattiva ebbe un forte sviluppo grazie anche alla lavorazione artigianale dell'onice e delle pietre dure e semi-preziose fino alla
crisi degli anni '80 causata dagli alti costi di estrazione. Attualmente l’attività si è molto ristretta, mantenendo però un alto livello qualitativo.