Per la prima volta in Italia è proposta una innovativa mostra sull’Etiopia cristiana con materiali in gran parte inediti. A ospitarla fino al 10 maggio è l’Università Ca’ Foscari di
Venezia, città che già nel ’400 instaurò con il regno che dominava il Corno d’Africa legami economici, religiosi e culturali molto stretti. Il titolo della mostra “Nigra sum sed formosa” rinvia al celebre versetto del Cantico dei Cantici interpretato in relazione alla regina di Saba. E’ stato scelto per ricordare l’antichità dell’esperienza religiosa biblica e cristiana in terra etiopica. Qui sussiste ancora oggi una sorta di chiesa delle Origini, degli Apostoli, che ha saputo conservare, nei riti e nelle rappresentazioni artistiche, lo spirito della prima età evangelica. L’esposizione si presenta come un organico e affascinante
“racconto”, imperniato su riconoscibili personaggi: la Regina di Saba; il Re Lâlibalâ (sec. XII-XIII), da cui prende nome la città santa costruita sulle montagne del Lasta, la “Nuova Gerusalemme” a beneficio dei pellegrini Etiopi, impediti a recarsi in Terra Santa dalla presenza islamica, al modo in cui nell’Europa medievale si realizzavano le varie copie del Santo Sepolcro; il re Zar’a Yâ‘qob, sotto di cui, nel XV secolo, il Paese si aprì alle presenze occidentali; il pittore veneziano Nicolò Brancaleon, detto Marqorêwos (Mercurio), documentato alla corte dei re Eskender e Lebna Dengel fra XV e XVI secolo. A Ca’ Foscari sono in mostra materiali di
straordinaria importanza: icone, croci, rotoli magici, codici miniati, incisioni, capolavori cartografici, rari libri di modelli. Ad affiancare questi reperti sono numerosi contributi a visualizzazione multimediale (musiche, filmati, fotografie opportunamente trattate). Tel. 041.2346947.