La manifestazione rievoca la "Pasqua di sangue": un episodio drammatico avvenuto il 23 marzo 1528, quando la cittadina venne presa e saccheggiata dai francesi del maresciallo Lautrec, al servizio di re Francesco I di Valois; gli abitanti si rifugiarono nella selva dello Spirito Santo e poterono rientrare nell'abitato soltano a Pentecoste, quando Melfi venne liberata dagli spagnoli dell'Imperatore Carlo V. Un corto storico in costume raggiunge il monte Vulture, a sud del paese, ritornando con una statua della trinità su un carro di buoi. Nella domenica di pentecoste, l'acquisto della giornata e' rappresentato dalle trombe in terracotta, simili nella forma a ciaramelle prive di ancia, che producono un suono cupo come quello di un corno.